Elisa
e Francesco
Teso

Per illuminare bisogna far uso di scienza e arte, unite a esperienza e creatività.
Dobbiamo infatti sostituire la luce naturale data principalmente dal sole, diretta o riflessa dalla volta celeste, filtrata dalle nuvole, con le ombre corte e lunghe, nitida od opaca, con intensità e biancori diversi a seconda dell’ora, delle stagioni e del parallelo in cui ci troviamo.
La scienza ci aiuta a quantificare i fenomeni, ci fornisce le sorgenti luminose e i corpi illuminanti adatti alle necessità; l’arte ci aiuta a scegliere la forma, il materiale, la posizione, la disposizione, la dimensione della o delle sorgenti di luce.
Tutto questo per ottenere da una parte confort visivo, controllo di abbagliamenti, controllo della luce non troppo diffusa o troppo concentrata, controllo della gestione e della manutenzione, qualità necessarie per il lavoro, il divertimento, lo studio il relax; dall’altra una luce opportuna e bella, diffusa da una sorgente con qualità estetiche che ci dia una sensazione di benessere e di bello nelle varie occasioni, come una poesia o una buona musica. Due esempi: quale luce dare a una persona che lavora anche di giorno con la sola luce artificiale e poi come illuminare una scultura, quali ombre privilegiarne?